Il mio viaggio in Cina. Giorno 3. Frutta tecnologica e semi di cocomero -

La mia giornata è iniziata all’insegna della frutta. Ho fatto colazione da sola stamattina perché il resto del gruppo aveva organizzato un’escursione alla Città Proibita e io non sono potuta andare proprio perché …proibita (non è un gioco di parole ma il senso di una storia che vi racconterò un giorno).

Insomma dicevo che ho fatto colazione da sola. Mi sono presa le mie 4 fette di pane tostato, la marmellata, il burro e due tazze di The nero. Poi si è venuta a sedere di fronte a me, una delicata giovane signora orientale. Ora io non ho saputo individuare la nazionalità precisa perché è come se chiedessi a un cinese di indicare esattamente le differenze tra un italiano e uno spagnolo. La signora di cui sopra, con gli occhi puntati sul suo smartphone, mangiava il suo porridge e piluccava frutta da un piatto accanto.

Improvvisamente ha iniziato a sputare i semi del cocomero sul tavolo. Lo faceva centrando la tovaglietta sotto piatto, con sicurezza discreta, ma li sputava. Ne avrà sputati una trentina, sparsi sulla carta. un volo di 20 centimetri dalla bocca al tavolo.

Non so se mi abbia colpito più questo gesto o il fatto che qui tutti starnutiscano fragorosamente, senza mettersi la mano davanti la bocca. E pensare che mia madre avrà dedicato almeno il 20% del suo tempo e delle sue corde vocali per insegnare a me e mio fratello di coprirci la bocca con la mano! Cultura. Me lo ripetono in tanti.

Ma veniamo al frutto principe della giornata: la mela.

Gli Apple Store a Beijing

La Mela, quella di Steve, si sa, la si trova ovunque nel mondo, soprattutto nelle grandi metropoli come Pechino. Il super store della Apple a Beijing lo avevo già adocchiato il giorno del mio arrivo qui in città. Per abitudine entro in tutti gli store della Mela nei posti del mondo che mi trovo a visitare. Figurarsi se mi facevo scappare il negozio di Pechino! Naturalmente quello visitato da me è uno dei punti Apple perché Pechino, con i suoi 20 milioni di abitanti, non poteva averne uno soltanto. Io ero vicina a quello di Wangfujing, nell’isola pedonale dove trovate anche l’NBA store.

L’ho scritto anche altrove: entrare in questi negozi dove ritrovi colori, oggetti, e abitudini similari, in tutte le parti del mondo, è come sentirsi a casa, come entrare in una Chiesa moderna con simboli e suoni che regalano all’adepto un’esperienza quasi mistica. Beh non mi metto a pregare ma i sacerdoti di questa moderna cattedrale hanno tutti lo stesso vestito e ti si avvicinano con un sorriso splendente! Molto rassicurante.

Ma il pellegrinaggio all’Apple store è nato anche da una necessità. Mi sono accorta che l’adattatore che avevo con me non andava bene per il mio MacBook quindi mi sono regalata anche un’occasione per fare dello shopping total white. Trovato il plug che mi occorreva, mi sono fermata a guardare un po’ le vetrine del Beijing Apm, il mail su 5 piani in pieno centro città.

Da Pechino a Foshan con un carico di mele

L’appuntamento con Ju alle 12 mi ha costretta a riprendermi dal torpore dello shopping e ho raggiunto il gruppetto di escursionisti italiani del basket per prendere il pulmino alla volta dell’aeroporto: ci attendevano 3 ore di volo per Foshan. Raggiunto l’aeroporto di Pechino, ai controlli di sicurezza mi hanno fatto buttare il mio kitsch sbarluccicante accendino rosa con il carosello di luci e, con lo zaino pesantissimo di libri, mac, iPad, cuffie e cavi vari, ci siamo incamminati al gate.

Voltato l’angolo abbiamo trovato il corner del Team China con tutto il merchandising sia della squadra nazionale locale, sia della FIBAWC. Una veloce occhiata curiosa e ci siamo messi in fila per l’imbarco.

Lì mi sono accorta che molte delle persone avevano come bagaglio a mano una confezione maxi di mele. Cioè… mele da mangiare. Mi è sembrata una cosa veramente singolare. Centinaia di mele in fila per Foshan. Ho iniziato a immaginare la motivazione di tante mele: la fiera della mela, una svendita di mele, regalare mele è di buon augurio, c’è una festa in Cina che si onora con le mele…

Non mi sono saputa dare una spiegazione. Imbarco, volo breve (dopo le 10 ore di martedì queste 3 ore sono volate) e atterraggio. Al ritiro bagagli ancora mele sul rullo…

Insomma quando abbiamo raggiunto la guida che ci è venuta a prendere per portarci in albergo, la prima cosa che gli ho chiesto è stata: ma tutte ‘ste mele? Lui con un sorriso mi ha risposto che probabilmente a Pechino costano meno.

Ho cercato un po’ in rete ma non ho trovato nulla.

Se volte potete contribuire alla ricerca ed assicurarmi sonni tranquilli!


Aggiornamenti tecnici

Ho capito una cosa fondamentale: molte wifi sono libere ma chiedono la registrazione con il telefono (cinese) quindi una scheda aggiuntiva per navigare in mobilità è consigliata. Se vi muovete in Cina senza connessione allora vi dovrete accontentare di collegarvi solo la sera dall’Hotel. Questo naturalmente vi taglia fuori da tutta la vita social in real time.

Ma magari è meglio così.

Io la scheda non l’ho acquistata.