Il mio viaggio in Cina. Giorno 5. Mister Lippi e il bottone di VPN Express -

Piove a Foshan. O forse no. non si capisce bene se sia pioggia dall’alto o umidità dal basso. Insomma stamattina era una giornata boh. L’impegno must di oggi: l’intervista a Marcello Lippi, ormai naturalizzato cinese.

Scesa a far colazione ho vagato tra frutta, sushi, zuppe e frittatine per atterrare sulle mie solite 4 fette di pane tostato con burro e marmellata e due tazze di The. Ogni tanto ci provo a inserire un alimento salato per provare il brivido della colazione continentale. Se lo faccio sento ruggire i dinosauri tutto il giorno. Altra cosa che invece mi concedo è il panino di rinforzo per la giornata. Lo rubo. Si avete letto bene. Lo preparo, lo avvolgo furtiva in due fazzoletti e lo faccio scivolare nella borsa senza destare attenzione. Ora non mi dite che non lo avete mai fatto in vita vostra…  come rubare i posaceneri negli alberghi. Anche se ormai non si possono rubare più perché è un articolo desueto, antico, scomparso dalle stanze visto il divieto di fumare.

Ma il panino lo potete rubare ancora.

Fatta colazione vado a prepararmi. Guardo l’orologio: in Italia sono le 4 del mattino e io stanotte non ho chiamato mamma per salutarla. Non riesco ancora a connettermi da ieri alle 2 dopo aver inviato il video. Ah non ve lo avevo detto. Eccolo il mio primo video per il Messaggero.

Mi sbrigo. Devo essere all’Hilton per le 11.

Chiamiamo un taxi, no prendiamo la metro. Chiediamo per la metro. No non ci capiscono né alla reception né nella metro. Chiamiamo un taxi. Scusi concierge ci scrive l’indirizzo dell’Hilton in Cinese? Si perché se salite sul taxi e lui non capisce bene dove devi andare e tu non hai la connessione, sei fregato. Fatevi sempre scrivere l’indirizzo in cinese!

Insomma arriva l’omino del taxi. Sempre taxi amaranto/giallo. Questo, a differenza di ieri, ha le sbarre che dividono il guidatore dagli ospiti: siamo passati dalle orchidee appassite al freddo acciaio color malfidato. L’omino parla tutto il tempo su WeChat con messaggi vocali di cui io non capisco un bel nulla di zero.

Arrivata a destinazione entro nell’Hilton dopo aver passato anche qui i controlli di sicurezza. Cerco di capire dove ci sarà l’incontro con Lippi e per farlo vado su e giù per le scale mobili fino a che non vengo indirizzata al 5’ piano. Lui ancora non c’è ma ci sono tutti i miei vecchi colleghi e i giornalisti. Baci, abbracci, seduta, arriva Lippi.

Marcello Lippi e le domande scomode di Mamoli

È un bell’uomo di 71 anni, ironico, pacato ed elegante. Probabilmente questo suo equilibrio, questo sorriso, deve averlo ancor più allenato qui, in oriente. Usa parole di grande incoraggiamento per i ragazzi della Nazionale e risponde alle nostre domande con concretezza e ricordi condivisi con il Presidente di quel Mondiale del 2006. Naturalmente c’è l’ultima domanda che spezza il pathos e la fa Mamo:

“Mister ma come si è adattato qui in Cina? Ci dia qualche consiglio soprattutto su come chiamare un taxi o connettersi a internet”

Scatta la Ola da parte di tutti: i nostri visi sono provati dalle ore piccole alla ricerca di una wifi decente e l’indice della mano destra di ognuno di noi è consumato a forza di cliccare sul maledetto cerchio rosso “reconnect” di VPN express. Prima di arrivare all’Hilton ho letto la recensione dell’albergo nella quale di accennava ad una WIFI velocissima. BUGIARDISSIMI FAKE! Non siamo riusciti a caricare manco l’emoji con il bacio della buonanotte ai fidanzati/e, mamme, figli/e e amanti che era rimasto lí, con quel triste orologino grigio.

Il clima da scolaresca viene troncato dal Pres che ci ricorda gli impegni della squadra. Usciamo fuori e iniziamo a scrivere. C’è connessione. Carico il pezzo della sera prima e lancio un appello su Facebook tipo “segnala che stai bene” a mia madre che immediatamente mi chiama su Whatsapp che nel frattempo mi sta scaricando pure i messaggi dei maledetti gruppi della scuola!

“Mammina sto bene. No ancora non mi hanno arrestato. Si non ti preoccupare il passaporto lo porto sempre con me. anche il visto. quello sta incollato nel passaporto non lo perdo non ti preoccupare. Ma no i due poliziotti mi hanno aiutata, mi hanno dato anche da bere… non alcol mammina, acqua. Si acqua in bottiglia non del rubinetto. Che hai detto? I fermenti lattici? ti chiamo stasera eh? ciao baci ciao”

Finito il report a mammina risalgo sul taxi. Torno in albergo. Pranzo a buffet che è una colazione extra large come se la colazione fosse l’iPhone X e il pranzo l’iPhone XMax.

Pomeriggio a scrivere poi un’oretta in piscina. Ora ha iniziato a piovere bene quasi fosse un monsone. La piscina è bellissima con una grande vetrata sullo skyline di Foshan. Siamo in pochi, nemmeno 10 persone. E tra questi una foca con occhialini e cuffia che improvvisamente comincia a fare versi strani in acqua. Avevo dimenticato la brutta abitudine dello starnuto libero ma qui in piscina no… non lo posso tollerare. E non voglio nemmeno vedere cosa segue lo starnuto! Saluto tutti e scappo via.

Stasera la WIFI funziona.

Mi metto a scrivere i due pezzi su Lippi per inviarli al giornale.

Domani potrei essere sul quotidiano, non lo so ma se così fosse sarebbe la mia prima volta.

Il battesimo della carta.

Vi terrò aggiornati.

Voi intanto mettetevi la mano davanti la bocca se starnutite!

Io chiamo mamma!


Aggiornamenti tecnici

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