Eroica Montalcino 2020: 300 giorni senza le strade bianche -

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Lo sapete qual è il rumore di un popolo che si prepara per ritrovarsi? Difficile definirlo con certezza. Ogni clan ha i suoi riti, le sue piccole convenzioni o abitudini. Nel nostro caso si tratta di mani che lievemente accarezzano con cura maglie di lana colorate, quelle con vecchi nomi che evocano la storia di un ciclismo che non c’è più. Oppure è il rumore sordo di piccoli passi per raggiungere quel vecchio ripostiglio da dove recuperare una scatola con su scritto un nome: Eroica


Solo a pronunciarlo sottovoce prende una stretta alla gola, un battito più accelerato, un’emozione che ricorda i giorni che precedono la festa. 


Poi il coperchio che si apre piano e svela l’ultimo numero indossato a ottobre, con le spilline ancora intatte o la medaglia messa al collo dell’ultimo tra gli ultimi, a tarda sera davanti al Gallo, stanco ma con il cuore gonfio di gioia. 

È il suono della catena della bici, da far girare prima di prepararla per il viaggio verso Montalcino, questo primo viaggio dopo 10 mesi di assenza: 300 giorni senza le strade bianche, senza abbracci. 

Se lo sport intero è stato colpito dalla pandemia, al popolo eroico è stato tolto l’abbraccio: uno dei gesti più naturali che l’Eroica ha esportato in tutto il mondo, dalla California alla Germania, dal Giappone al Sud Africa. Il popolo eroico lo riconosci dal sorriso, dalla gioia e da quella grande voglia di stringersi insieme e salutarsi nel modo più semplice, più ancestrale, tanto che non c’è bisogno di parole. Cosí questa volta, tornando a casa per Natale, perchè questo vuol dire per noi del clan di Giancarlo Brocci, dobbiamo reinventare il nostro modo di essere eroici, rinunciare agli abbracci, sorridendo con gli occhi, più forte che potremo, perchè avremo il volto coperto. 

Ma impareremo proprio perchè siamo eroici e nulla ci spaventa e la fatica e la sofferenza sono il nostro mestiere e le lunghe distanze a noi piacciono e ci entusiasmano. Sarà bellissimo. Scopriremo che possiamo sentire l’emozione anche senza toccarci e nei ristori sorrideremo lo stesso anche se accanto al Brunello troveremo l’amuchina perchè quello che racconteremo ai nostri figli sarà un pezzo di storia


La vita cambia e anche l’Eroica, che è vita, cambia con essa, evolve e si adegua. 


Chiudo gli occhi. Sento il cuore che batte, il cuore di tutti noi che si sta già mettendo in viaggio, perchè quest’anno, a Montalcino, pioggia o sole, arriverà prima il cuore di tutti, generoso, scivolando verso casa, attratto da quella piccola porzione di magia che ci terrà uniti ancora una volta, nonostante le difficoltà. Una moltitudine silenziosa, composta, vibrante di emozione, per questo ritrovarsi dopo la lunga lontananza, dopo i sacrifici e le sofferenze. 


E il nostro arrivo sarà anche una partenza, una discesa verso un percorso tutto nuovo che scopriremo insieme, uniti, come solo un popolo fiero e coraggioso sa fare.