Daft Punk e Giorgio Moroder: tecnologia o musica? -
Giorgio Moroder

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La notizia è arrivata il 22 febbraio: i Daft Punk si sono sciolti dopo 28 anni di attività. Un colpo per tutti i fan. Il gruppo più rappresentativo della french house e del pop elettronico contemporaneo, ha detto addio alla carriera con un video emblematico ma esattamente nel loro stile, Epilogue, che sul canale YouTube ufficiale della band, oggi, a distanza di quattro settimane, ha raggiunto 24 milioni di visualizzazioni. Guardatelo: lascia spazio a interpretazioni.

Dal momento in cui è stato diffuso, secondo uno studio di Visibrain, piattaforma francese di monitoraggio web e social media, sono stati tracciati 32 tweet al secondo sul topic. Io li adoravo. O meglio li adoro perché la musica sopravvive anche agli artisti che smettono di suonarla.

L’album al quale sono legata di più in assoluto, è Random Access Memories, vincitore di ben due Grammy Awards nel 2014 come “Album dell’anno” e “Miglior album dance-elettronico”. Questo “disco” (fa strano chiamarlo così) ha rappresentato la mia colonna sonora del 2013/2014, il primo anno di spostamenti tra l’Italia e Londra. Lo ascoltavo in aereo, poi ancora sul Terravision che mi portava a Stratford per raggiungere, una volta al mese, l’allora mio fidanzato e mia figlia che si erano trasferiti quasi contemporaneamente nella capitale inglese.

Se ci pensate bene in questi 28 anni non abbiamo mai visto il volto di Thomas Bangalter e Guy-Manuel de Homem-Christo e la loro scelta di restare nell’anonimato al fine di condurre una vita “normale” è stata comunque vincente perché noi appassionati ci siamo concentrati sulla musica, sull’essenza del loro linguaggio d’espressione. Certo stiamo parlando di un genere molto “nerd” che asseconda un po’ questo essere lontani dal voler prestare una faccia alle melodie. Pare abbiano detto addirittura NO al Duca Bianco che li aveva invitati a remixare un suo brano.

La cosa che poi li rende romantici ai miei occhi è il loro legame con Giorgio Moroder. Innanzitutto il brano Giorgio by Moroder, terza traccia di Random Access Memories, è il racconto di uno dei personaggi che ha rivoluzionato l’uso del sintetizzatore nella musica moderna. Giorgio, il vero RE Giorgio per chi ama la musica elettronica, ha appena superato l’ottantina. Questo signore “anziano” classe 1940, nativo di Ortisei, è considerato il padre della musica dance: tre Oscar, quattro Grammy Awards e quattro Golden Globe.

Se ascoltate appunto il brano che vi ho citato è lui stesso, con la sua voce, a raccontarvi l’inizio della sua gloriosa storia.

Ora ditemi: qual è la linea sottile che divide tecnologia e musica?

“La disco-music suona a 120 battiti per minuto. Un cuore batte circa 60 volte al minuto. 120 è il doppio. Quindi ballare è un po’ come ascoltare il proprio cuore” (Giorgio Moroder)


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