Tokyo a modo mio in 5 temi - 30 e 31 luglio -

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Il medagliere

In due giorni abbiamo recuperato ben 5 medaglie e il “bottino” è salito a 24 medaglie (2 ori, 8 argenti e 14 bronzi). Gli atleti? Lucilla Boari, bronzo nel tiro con l’arco individuale, Antonino Pizzolato, bronzo nel sollevamento pesi 81 kg, Mauro Nespoli, argento nel tiro con l’arco, Irma Testa, bronzo nel pugilato 57 kg e Simona Quadarella, bronzo negli 800 stile libero. Le città? Lucilla da Mantova, Antonino da Castelvetrano, Mauro da Voghera, Irma da Torre Annunziata e Simona da Roma. Siamo pronti a mettere le altre bandierine?

Rifugiati

Hanno partecipato per la prima volta alle Olimpiadi di Rio 2016. Sono i rifugiati che appartengo alla EOR, Equipe Olympique des réfugiés, una squadra composta da atleti che da migranti si sono rifatti una vita in un altro paese il quale li ha ospitati e ha dato loro la possibilità di praticare uno sport nel quale si sono distinti. Questa squadra rappresenta tutte quelle persone che nel mondo scappano dalle guerre e dalle persecuzioni e trovano riscatto e una nuova esistenza in paesi che offrono loro l’opportunità di inseguire un sogno. A Tokyo sono 29 gli atleti rifugiati, 11 donne e 18 uomini, da 11 Stati di origine e 13 stati ospitanti e hanno sfilato nella cerimonia d’apertura con la bandiera olimpica e la torcia. Ci sono storie toccanti come quella di Yusra Mardini. Era una giovane promettente nuotatrice in Siria. Con l’imperversare della guerra civile, prende la decisione di lasciare la Siria nel 2015, prima fuggendo in Turchia per poi imbarcarsi verso la Grecia. Durante il viaggio la barca, omologata per nove ma che portava più di 20 persone, inizia ad affondare. Yusra e sua sorella si tuffano in mare e cercano per più di 3 ore di tenere a galla lo scafo. Ci riescono e salvano tutti i loro compagni di viaggio. Raggiunta poi Berlino ricostruiranno la loro vita. Mardini è stata nominata la più giovane ambasciatrice di buona volontà dall’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati nell’aprile 2017.

La muta Nigeria

Qualcuno potrebbe leggere dell’ironia nella frase “la muta Nigeria” soprattutto dopo aver visto la partita di oggi della Nazionale Italbasket, terminata 80 a 71 e con l’accesso ai quarti di finale per gli azzurri: un incredibile e inaspettato percorso olimpico della Nazionale Azzurra di Pallacanestro guidata da Coach Meo Sacchetti. La Nigeria non è muta perchè è rimasta senza parole dopo la sconfitta. È muta perché dall’inizio di giugno, precisamente dal 5 giugno 2021, il Governo ha oscurato Twitter, cioè non consente alle persone di utilizzare twitter in via ufficiale. Per quale motivo? “Si tratta di una vera e propria sospensione delle attività del social a tempo indeterminato. Una decisione presa dalle autorità di governo dopo che è stato cancellato un tweet del presidente nigeriano Muhammadu Buhari” Ma la Nigeria non si è arresa e, soprattutto durante queste Olimpiadi, ha fatto largo uso di VPN per poter twittare e condividere successi e sconfitte dei loro rappresentanti a Tokyo. Ne ho parlato anche nella mia newsletter di questo mese. Se vi va, leggetela. 

Faccia di bronzo

Lo sapete quante medaglie vengono assegnate durante le Olimpiadi? Trecentotrentanove, esatto. Sembrano tante eh? I partecipanti alle Olimpiadi? Qui trovate un quadro completo diviso per Nazione: in tutto sono oltre 11.000. Solo il 3% ha la possibilità di portare a casa una medaglia (più o meno visto che alcune vengono assegnate a squadre). Ora immaginate che i 384 atleti italiani ne rappresentano migliaia e migliaia che non ce l’hanno fatta a qualificarsi. E quel bronzo, quella medaglia che sembra un premio di consolazione (14 fino a ora), ha un peso importantissimo nella vita dell’atleta, un risultato sudato e faticosamente raggiunto. E la sua conquista rende onore anche a chi non ci è riuscito, a chi è rimasto a casa, a chi si è infortunato, a chi è arrivato quarto, a chi ha sbagliato l’esercizio o la gara, a chi ha visto sfumare un’occasione, anche seppur piccolissima, di toccare anche solo per un attimo quel benedetto bronzo. 

Le donne e il 3X3 (video)

Da più di un anno con Raffaella Masciadri e Marta Pagnini abbiamo dato vita al format Sportive Digitali. Un progetto che racconta le imprese di tutte quelle atlete che sono esempio per le nuove generazioni. Con il patrocinio del CONI e della Federazione Italiana Pallacanestro, raccontiamo le loro storie, quasi tutte le settimane, ospitando le ragazze nel nostro studio virtuale. Marta e Raffaella, da Casa Italia, hanno intervistato le 4 ragazze del Basket 3×3: Chiara Consolini, Giulia Rulli, Rae Lin D’Alie, Marcella Filippi. Qui il video. Buona visione!