Il manifesto della comunicazione non ostile nello sport -

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“Sono dieci semplici principi di stile a cui ispirarsi per ristabilire un contatto diretto, sincero e fondato sui valori nobili dello sport, così da evitare un linguaggio ostile nel tifo e nella comunicazione. A orientare la declinazione del Manifesto della comunicazione non ostile per lo sport sono stati i contributi di oltre 100 fra atleti, club, squadre, federazioni, aziende, giornalisti e comunicatori legati al mondo dello sport.”

Il 17 febbraio 2021 abbiamo festeggiato i 4 anni del primo manifesto. Tra i 100 contributi offerti per la compilazione di questo decalogo, c’è anche il mio. La mia idea di partenza sono stati questi 10 principi miei personali, che vi lascio leggere in esclusiva in questa edizione di #OnWriting e che riassumono tutta l’attività che porto avanti con progetti come Sportive Digitali. Loro sono il fondamento per ogni contributo a supporto dell’attività digitale degli atleti che seguo. Le parole sono importanti, soprattutto nello sport.

VIRTUALE È REALE

Non c’è differenza tra gli spalti di uno stadio e la rete: non posso nascondermi dietro una tastiera perché il web è il mondo reale e i miei atteggiamenti poco sportivi verranno sanzionati, come in campo.

SI È CIÒ CHE SI COMUNICA

Il mio linguaggio durante un incontro, sia come atleta che come tifoso, disegna la persona che sono. Le parole sono importanti, anche nello sport.

LE PAROLE DANNO FORMA AL PENSIERO

È necessario che io rifletta e non mi lasci andare a comportamenti impulsivi, anche durante una partita, prima di parlare e usare le parole come non vorrei fare. Il mio pensiero e le mie parole devono essere coerenti con il mio spirito sportivo, soprattutto nel rispetto dell’avversario.

PRIMA DI PARLARE BISOGNA ASCOLTARE

Ascoltare i consigli dell’allenatore, il monito degli arbitri, il punto di vista dei compagni, mi consente di imparare parole nuove. Esse mi aiutano a crescere nello sport non solo tecnicamente ma anche a livello mentale. 

LE PAROLE SONO UN PONTE

Non esistono nemici in campo e se ci sono momenti di tensione durante una gara, devo fare in modo di risolvere le criticità per tornare a giocare sportivamente, senza ostilità e rancori. Le mie parole serviranno a moderare, comprendere e avvicinarmi agli altri.

LE PAROLE HANNO CONSEGUENZE

Le offese e le ostilità durante un evento di sport, avranno conseguenze sia per la mia carriera sportiva, se sono un atleta, sia per la mia squadra del cuore, se sono un tifoso. L’arbitro, garante del corretto svolgimento della gara, ha la facoltà di sanzionare sia i comportamenti degli atleti che dei tifosi.

CONDIVIDERE È UNA RESPONSABILITÀ

Sono direttamente responsabile di ogni contenuto che condivido in rete, soprattutto se racchiude parole ostili e antisportive. Nel caso di denuncia, vengono sanzionati sia i comportamenti del creatore del contenuto che quelli di colui che lo condivide. Sarò molto attento ai contenuti che diffonderò in rete!

LE IDEE SI POSSONO DISCUTERE, LE PERSONE SI DEVONO RISPETTARE

Nello sport non esistono nemici. Posso tifare per la mia squadra nel rispetto dell’avversario. Avrò sempre cura di non usare violenza verbale verso gli altri, pur continuando a sostenere i colori della maglia che indosso.

GLI INSULTI NON SONO ARGOMENTI

Non uso il turpiloquio se sono un atleta o se amo lo sport perché nel concetto di sportività non c’è spazio per gli insulti e le offese.

ANCHE IL SILENZIO COMUNICA

Di fronte a comportamenti ostili in campo o sulle gradinate allo stadio, preferisco tacere piuttosto di rispondere con altri argomenti ostili e non in linea con il sentimento sportivo. Vivo lo sport lontano dalla violenza, trovando nel silenzio la mia vittoria più bella.


Presto inizieremo nuove attività per diffondere il Manifesto nel mondo sportivo e costruire un nuovo ponte tra i linguaggi e l’etica dello sport. Questo è lo sport che mi piace.

Per ogni novità vi invito a seguire https://paroleostili.it/


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