Combatti fratello mio, combatti! -

Stanno scrivendo in tanti, anche a me, per salutare l’arrivo di Leo a Scauri. Se qualcuno degli amici cestisti non lo avesse ancora appreso, mio fratello è il nuovo coach del Basket Scauri, orgogliosa perla del sud pontino, uno dei posti che di pallacanestro ha sempre vissuto e secondo me vivrà per sempre, tra il Palazzetto intitolato a Gigi Ranieri e l’Arena Mallozzi fino a tutti i campi sulla spiaggia, dal Monte d’Argento al Monte d’Oro. 

Scriveranno di lui e della squadra riportando numeri, vittorie, complicazioni da risolvere, risultati da raggiungere, quindi non mi metto in fila. Non serve. Quello che posso dire è che tra i ricordi più belli della mia vita da campo, conservo quelli di Scauri, sia da spettatrice che da professionista. Non ho mai respirato così tanto fragore ed eccitazione vera, partecipata, attorno ad una partita. Non ho mai tremato per il rumore sugli spalti, per i cori, per gli scatti d’ira sia del pubblico che delle panchine, come mi è capitato di fare a Scauri, arrampicata sulla gradinata dietro la panchina di casa mentre Eugenio guidava tutti con il cuore in mano. 

 

Scauri è un’arena vera e propria dove si combatte, è la metafora delle sfide del passato dove tutti partecipano. Scauri vive nei ricordi e si proietta nel futuro, sempre, senza mollare mai. 

 

Per questo penso che per mio fratello, oggi, sia il posto giusto. Il posto ideale dove ritrovarsi e ritrovare l’energia che non l’ha mai abbandonato, nemmeno nei momenti più bui. Il posto dove riversare tutta la sua forza e il suo coraggio, lo stesso che noi, come famiglia, abbiamo dovuto tirare fuori nell’ultimo anno. 

Scauri sarà la catarsi e la sfida, la terra che lo abbraccia già in amicizia, grazie alle persone alle quali ho voluto bene negli anni, che non hanno mai smesso di accoglierci con affetto e che oggi, sono certa, avranno riservato un posto speciale nel loro cuore anche per Leo, come hanno fatto con me. 

Per questo sono felice per mio fratello: Scauri non è solo una splendida piazza di Serie B dove mettersi alla prova e guidare un gruppo e una città intera per il resto della stagione ma è quella famiglia di cui lui ha bisogno ora, per sentirsi finalmente a casa. 

 

Combatti fratello mio, combatti sempre.