Tecnologia e Web. Ben Stiller, TikTok e la Gen Z -

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Abbiamo iniziato a farci prendere la mano dalla catalogazione degli utenti in “generazioni”. Io oggi ancora non ho ben compreso in quale cerchio della vita mi trovo. Mi viene in mente una battuta di Robert De Niro che, rivolgendosi a Ben Stiller nell’ormai vetusto film “Ti presento i miei” (Meet The Parents) gli ricordava che poteva essere dentro il cerchio o fuori dal cerchio. So solo che ho avuto la grande fortuna di assistere alla nascita della Rete e di aver vissuto, grazie al mio mestiere, tutte le evoluzioni dei linguaggi, della programmazione e delle modalità di comunicazione.

Generazione di fenomeni

Oggi ci ritroviamo a incastrare le persone in Generazioni soprattutto per poterne capire le reazioni a cospetto dei cambiamenti tecnologici. Così la scoperta (dell’acqua calda) è che i ragazzi, messi davanti a un evento sportivo, magari distribuito attraverso i broadcaster tradizionali, perdono l’attenzione. 

Quello che dobbiamo comprendere, a dispetto della Generazione X, Y e Z, è che i nuovi fan sono quelli iperconnessi, quelli che non tolgono lo sguardo dallo schermo dello smartphone perché catalizzati dai contenuti di TikTok. E probabilmente, una delle cose che la UEFA ha indovinato nella kermesse di Euro2020 (tanto per spezzare con le Olimpiadi e fare un passettino indietro), è stata proprio quella di stringere un accordo con il tanto osteggiato (un po’ da tutti e soprattutto per questione di privacy) gigante tecnologico cinese al fine di attrarre esattamente la giovane tipologia di utenti distratti di cui vi accennavo in precedenza.

Ma cosa cavolo fanno i ragazzi su TikTok?

Guardo la mia adolescente che trascorre molto tempo a scorrere i video, talvolta demenziali, con una velocità tale che realmente mi chiedo cosa le rimanga di ciò che vede. Il ragionamento successivo è: con la stessa velocità scorre anche i post sponsorizzati (se addirittura non li salta a piè pari) e se tutto questo lo replico per tutti coloro i quali sono dentro il cerchio della sua generazione, le aziende stanno perdendo tempo. Non sono mai stata allineata con il concetto di ROI misurabile rispetto a un post.

Il ROI? Una pesca a strascico

Noi possiamo fare delle stime e la grande azienda può decidere di investire così come se acquistasse uno spazio pubblicitario di altro tipo (e qui torniamo al concetto che i Social Network funzionano e sono efficaci esclusivamente se investiamo nell’Advertising e ci sganciamo dalla chimera della portata organica) ma in realtà è come pescare a strascico

Per attrarre i giovinastri su TikTok bisogna creare contenuti memorabili da 5 secondi. E sperare che se ne ricordino. Si lavora sul brand, sulla memoria visiva ma non è pensabile che sia la Gen Z il consumatore di oggi. Vogliamo convincerci che sarà quello di domani? Possibile. Ma bisogna essere molto bravi e degli arguti osservatori. 

Ben Stiller, sebbene avvisato, si lasciò scappare lo Sfigatto.

E si sa, la fortuna è cieca ma c’è qualcos’altro che ci vede molto bene.

“Ora sei a conoscenza di quello che a me piace chiamare fra noi Byrnes in famiglia “Il cerchio della fiducia”. Io non nascondo niente a te e tu non nascondi niente a me. E giro giro tondo.”

(Jack Byrnes aka Robert De Niro)


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