Il mio viaggio in Cina - Giorno 6. La WiFi o il WiFi? -

Inizio dalla fine. Stasera un mio amico mi ha scritto di correggere da “LA WIFI” a “IL WIFI”. Si certo ma anche cambiando l’articolo qui è un disastro.

Faticosamente, tutti ci stiamo impazzendo per realizzare pezzi, caricarli, inviare video, contributi, litigare con VPN EXPRESS per usare Facebook, Instagram e Whatsapp e comunque riuscire a informare, raccontare le mille cose che succedono a Foshan.

Stamattina sono stata svegliata da una fame mostruosa. Mi sono catapultata a colazione e poi ho iniziato a preparare il lavoro per la partita Italia Angola. L’avete vista? Tanto che avevate da fare in Italia, di lunedì alle 9 e 30? Se non avete potuto farlo la trovate integrale nell’app della FIBAWC che potete scaricare nel vostro store (G Store o Apple Store fate voi).

Se poi volete un condensato di un minuto e mezzo allora beccatevi il mio video commento per Il Messaggero.

Se dovessi raccontare cosa c’è voluto per arrivare fino alle due di notte (ora)… anzi ve lo racconto.

La storia del tassista Pollicino

Conoscete la favola di Pollicino? Beh lui per non perdersi nel bosco aveva disseminato il percorso di sassetti e poi ha ritrovato la strada. Il mio tassista non so che fine abbia fatto dopo avermi lasciata alla partita. Insomma, alle 13 per un attimo avevo pensato di prendere la metro (perché l’ho solo pensato?) ma poi ho ripiegato per il Taxi. Oggi mi è capitato un omino con l’occhio birbo che è stato velocissimo ad arrivare a destinazione: lo stadio di calcio.

Mi voleva mollare lì! NO dicevo io… ma manco NO si dice uguale in cinese. Quindi mi sono ricordata di aver fatto la foto alla fermata della metro davanti all’Arena di basket e gliela ho fatta vedere. Se vabbeh. Quello ha dovuto mettere il navigatore per portarmi lì e a un certo punto ha chiesto informazioni a un signore americano che, naturalmente mi ha guardata sbalordito non sapendo assolutamente quello che l’omino gli stesse dicendo. Tanto ha detto e tanto ha fatto che, tutto sudato, è riuscito a portarmi a destinazione.

Non si mangiano i semi in tribuna stampa!

Sono scivolata via dalla macchina dirigendomi verso l’entrata media del palazzetto, passati i controlli e preso posto in tribuna stampa. Appena arrivata i miei due vicini hanno esordito con “La WIFI va una bomba oggi” felicissima ho sistemato tutto, connesso cavi, acceso computer, mi sono seduta, inforcato gli occhiali… e allora sono io che porto male perché appena collegata ZERO.

Nel frattempo, negli unici 10 minuti di connessione mi è arrivato un messaggio con allegato dall’Italia: il mio articolo sul Messaggero era stato pubblicato. Festeggiate con me perché è il mio primo articolo sulla carta leggera di un quotidiano e parla di CALCIO!

Passato l’entusiasmo e rigirato l’articolo a mammina, ero lì che cercavo di connettermi in tutti i modi che tosto si avvicina un giovane (cinese) che in inglese approssimato mi dice che non posso mangiare in tribuna stampa. Mi sono accorta che istintivamente stavo mettendo le mani nello zaino per tirar fuori le mandorle. “Ma non è cibo sono semi!” Manco i semi posso mangiare!

Il treno per Zumiao e gli arrosticini fake

Scollegata dal mondo digitale connesso, mi sono dedicata a produrre testo e video per il lavoro che mi attendeva in albergo, cioè qui dove mi trovo ora. Ho abbandonato l’Arena subito dopo la fine della conferenza stampa perché non avevo nessuna intenzione di saltare la cena anche oggi. Ho pensato “Tassisti non mi avrete stasera” e infatti, ho preso la metro per Zumiao per tornare in albergo. Arrivata sono scesa per la cena a buffet e ho mangiato anche gli arrosticini cinesi.

Buoni, un po’ piccanti ma gustosi. Non so che animale fosse ma ho mangiato e zitta.

Non ho fatto null’altro oggi ma la mia giornata ancora sembra non essere terminata.

Quindi vi lascio. Domani andiamo a Canton.

Magari avrò qualche altra storia da raccontare!