Il mio viaggio in Cina. Giorno 8 - Un salutino al tempio del monte Xiqiao e ai Serbi -

Serbi. Serbi ovunque. Ne ho conosciuto uno che vive in Australia e che ha raggiunto Foshan per vedere la partita Italia contro Serbia. In un primo momento ho pensato “caspita questo è venuto qui dall’Australia” ma Adrian, un mormone tutto muscoli e tracotanza serba, mi ha fatto notare che eravamo molto più lontani noi. L’Australia è a 6 ore di volo dalla Cina, noi a 16 ore!

L’Italia e la Serbia

Insomma i Serbi sono un popolo un po’ rumoroso e orgoglioso. Ci guardano dall’alto verso il basso anche in giro per la tentacolare Foshan, anche perché loro sono alti più di noi. Anche fuori dal campo. E noi non siamo bassini anzi. Il nostro quintetto è tra i più alti dei 32 partecipanti alla FIBA WC. E allora cosa è andato storto in campo? Cosa hanno i Serbi più di noi? Sarà quell’orgoglio? Quella sicurezza? Quella sfacciataggine che voleva Meo? L’abbiamo avuta ma il fatto è che siamo sempre troppo leggeri, troppo educati e troppo poco pronti per la furia Serba.

Diciamo anche che al loro “azzurri, azzurri Vaff…” eravamo preparati ma poi ascoltare anche “Bella Ciao”… insomma ‘sti serbi so pure creativi, a modo loro.

La visita al Monte Xiqiao e il contrasto cinese

Prima della partita abbiamo deciso di andare a visitare il  Monte Xiqiao e la mega statua della dea Guanyin. Dobbiamo dirigerci verso ovest di Foshan e la montagna è un vulcano spento. Non è che questo mi rassicuri. I vulcani mi hanno sempre fatto un po’ paura, anche se spenti. Arriviamo e notiamo subito due cose: la statua della dea, grandissima, e la vegetazione spettacolare! Verde e cascate nascoste tra le pendici del monte. Facciamo un piccolo percorso e la dea si palesa a noi in tutta la sua magnificenza degli scalini da fare per raggiungerla:

due serie da 40 e 4 serie da 46: 264 scalini a salire e 264 scalini a scendere. 528 momenti introspettivi che ci hanno fatto alzare le mani al cielo al ritorno e ringraziare la dea per averci risparmiato la vita!

Un’altra cosa che abbiamo notato è che sul posto c’erano solo Cinesi. Oddio che poi io quando dico cinesi intendo orientali, sempre per il paradigma che per noi sono tutti uguali ma potrebbero essere giapponesi, coreani, singaporiani (ma se volete anche Singaporeano o Singaporegno che fa molto sud del mondo).

Insomma gita tipo conquista dell’oriente nascosto, visita poi veloce al centro di preghiera alle pendici del monte con incensi ovunque, inginocchiatoi e misticismo, smorzato dalla struttura del Xiqiao Mountain National Arts Studios che affaccia direttamente sulla stessa piazza con annesso botteghino che stacca i biglietti per entrare a visitarlo. Cioè avete capito che macedonia di cultura? Anche perché stiamo parlando del secondo art studio più grande dell’intera Cina!

Mi fanno impazzire ‘sti cinesi.

Il mio viaggio sta per terminare.

Domani vi scriverò l’ultimo pezzo.

Quello del rientro e della chiusura dell’avventura cinese.

Ma oggi alle 14:30 tutti online pronti a tifare Azzurri che incontrano la Spagna. Si sono trasferiti tutti a Wuhan per la seconda fase. Mi sarebbe piaciuto proseguire ma è dura stare lontano da casa!