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Un medagliere fantastico

Tante emozioni per le ultime due medaglie che vanno ad aggiungersi alle 38 conquistate in questi 17 giorni di Giochi. Parliamo di due bronzi importantissimi: quello nella lotta libera 97 kg conquistato da Abraham de Jesús Conyedo Ruano, detto Abramo, Cubano naturalizzato italiano e quello della squadra delle farfalle della ginnastica ritmica di Martina Centofanti (Roma), Agnese Duranti (Spoleto), Alessia Maurelli (Rivoli), Dana Mogurean (dalla Moldavia a Mestre) e Martina Santandrea (Bentivoglio). 40 medaglie meravigliose che sottolineano l’affermarsi dei nostri atleti in discipline che si leggono dalla fine della Gazzetta e che lanciano l’atletica di nuovo nell’immaginario dei giovani che si avvicinano a uno sport che non necessariamente sia di squadra. Vedremo sempre più velocisti che calciatori. Che ne dite?

I debiti del Giappone

Ora cosa succederà? Cosa ci lascia in eredità questa Olimpiade controversa? Intanto al Giappone un sacco di debiti. Sembra che gli investimenti per gli impianti e la sicurezza, abbiano generato un peso economico di oltre 24 miliardi a fronte dei soli 3 miliardi di introiti per lo più da diritti televisivi. Non solo. La scure cade sulla testa di Tokyo 2020 in maniera fragorosa se si considera un’audience (delle dirette) in calo rispetto alle altre edizioni. Io rifletterei molto su un fattore che è esattamente proporzionale all’evoluzione tecnologica e digitale: la distribuzione dei contenuti su piattaforme OTT ha consentito agli utenti di guardare più eventi e soprattutto in differita. Sarà interessante recuperare quei dati e analizzarli. Alla fine, magari, non è andata poi così male (a livello di seguito).

Digitale e Rule 40

Ora sarà quella di Tokyo che verrà ricordata, per i prossimi tre anni, come l’edizione più digitale di sempre. Dall’edizione di Londra 2012, quella all’indomani dell’avvento dei social media, tante cose sono cambiate. E questa rivoluzione nella comunicazione e nel marketing sportivo ha decretato anche il grande cambiamento passato un po’ in sordina, rispetto alla Rule 40 del regolamento del CIO che ha aperto la strada per una nuova valorizzazione delle sponsorizzazioni private di atleti e Federazioni, per ora limitatamente a USA, UK, Germania, Australia e Canada. Sembra che la richiesta debba partire dai singoli Paesi. A loro la responsabilità e l’onere di sollevare la questione al CIO e, sotto la sua guida, consentire alle aziende che stringeranno accordi di partnership con i principali attori della prossima Olimpiade, quella di Parigi 2024, di valorizzare la propria presenza. Si auspica, visto il profondo cambiamento tecnologico dello sport, l’abolizione per tutti della regola.

Sportivi LGBTQ+ 

127 atleti LGBTQ+ hanno partecipato alle Olimpiadi di Tokyo: un numero tre volte superiore a quello di Rio. La “Rainbow Olimpics” è una realtà che non possiamo ignorare e in quanto tale una grande espressione di inclusione propria dello sport. Due simboli? Sicuramente il più volte citato oro Tom Daley con le sue meravigliose creazioni (le trovate nel suo profilo IG dedicato) e Quinn, la calciatrice canadese che ha fatto la storia per essere lx primx atletx transgender non binaria (a Tokyo ne erano presenti tre e per capire la diversità e il significato di ogni lettera della sigla LGBTQ+ vi invito ad approfondire nel capitolo dedicato del libro xxx). Se volete conoscere Quinn non perdetevi il suo profilo Instagram.

This is the end?

Intanto è interessante approfondire il lavoro che con IQUII Sport abbiamo portato avanti per monitorare e cercare di interpretare i numeri di questa singolare Olimpiade. Scaricando il “The Digital Olympic Report” potrete soddisfare ogni vostra curiosità.

E non è finita qui. 

Ora è il turno dei supereroi. 

Appuntamento per le Paralimpiadi. 

Quando? Da martedì 24 agosto a domenica 5 settembre.

La fine di qualcosa è sempre il principio di altro a venire.

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