Categorie:

Si è scritto tanto, in questi giorni tristi, sull’Afghanistan e sulla difficile situazione che, ora dopo ora, sta assumendo connotazioni sempre più fumose rispetto a ciò che succede realmente nel paese e ciò che viene taciuto e riportato dai media internazionali. I social network hanno giocato un ruolo importantissimo sia nei confronti della diffusione della rinascita sia rispetto alla condivisione di informazioni che possono realmente mettere a rischio la vita delle persone.

Mai prima d’ora siamo stati testimoni di una partecipazione attiva delle piattaforme sociali rispetto a un tema globale di geopolitica internazionale. E questo è un argomento che, nel contesto terribile della guerra, della sofferenza e del pericolo, racconta quanto la tecnologia possa e debba avere un ruolo etico e di supporto rispetto all’emergenza umanitaria.

Così anche Facebook, Twitter e LinkedIn si sono attivati per proteggere gli utenti in Afghanistan e creare una sorta di mantello dell’invisibilità come quello di Harry Potter. Questo perché l’utilizzo delle piattaforme da parte dei giovani Afghani è diventata una consuetudine così come la diffusione dei dispositivi mobili tornati al bando dopo l’insediamento dei Talebani al potere.

Quindi non solo i social network si sono attivati per rimuovere i profili dei Talebani ma hanno posto in essere misure affinché in Afghanistan sia impossibile visualizzare sia gli amici di un determinato profilo Facebook selezionato, sia i post nella cronologia che vengono resi visibili solo agli amici di detto profilo. Per gli utenti LinkedIn è stata attivata una misura che ha temporaneamente oscurato i contatti del profilo: i visitatori non possono visualizzare i contatti del profilo visitato. Per Twitter si sta procedendo alla rimozione di tweet archiviati che contengono informazioni sensibili.

Visto che i Talebani stanno utilizzando i Social Network per rintracciare soprattutto coloro che hanno collaborato con il governo precedente o potrebbe aver lavorato con organizzazioni dell’occidente, le misure sono diventate urgenti e si stanno attivando via via che trascorrono le ore.

Come vedete la tecnologia ha una doppia faccia ed è radicata, nel bene e nel male, anche in contesti così lontani dall’utilizzo primario per esempio dei social network. La privacy assume uno spessore così tangibile e così legato profondamente al pericolo che fa riflettere anche rispetto all’uso sconsiderato delle nostre informazioni che facciamo circolare in rete in tempo di pace. 


👉🏻  Questo che avete letto è un estratto di On Writing, la mia newsletter che esce ogni mese. Se desiderate riceverla in anteprima nella vostra mail, iscrivetevi

Nessuna risposta.

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *