Lo scorso mese abbiamo parlato di quanto Instagram si presti a raccontare lo sport. La sua evoluzione e il graduale arricchirsi di opzioni per creare e distribuire contenuti diversi e “ingaggianti” (perdonatemi questo brutto neologismo) lo rende un habitat perfetto per ospitare le creatività degli atleti, dei club e di chi racconta lo sport in genere.
“Non solo i giornalisti ma anche (e soprattutto) le testate editoriali, hanno deciso di intraprendere la strada della sperimentazione della piattaforma. Ci sono tantissimi esempi ben riusciti. Sicuramente è d’obbligo citare i più grandi magazine sportivi per i quali la fotografia e il video assumono un ruolo centrale della notizia: BBC Sport, Sport Illustrated e Gazzetta dello Sport, per citare una piattaforma italiana, alternano video, foto, gallerie, grafiche, reel e IGTV per restituire ai propri fan il massimo del coinvolgimento nella notizia. Oggi, nel panorama della notizia generalista, per sganciarsi dalla solita visione della declinazione delle news e degli approfondimenti su Instagram, vale la pena citare l’esperimento di Will Media che in un anno ha rotto gli schemi del giornalismo convenzionale proprio grazie alla declinazione delle notizie in un modo tutto nuovo al punto da sedurre più di mezzo milione di utenti attraverso le loro quotidiane incursioni su Instagram mediante ogni strumento che la piattaforma consente utilizzare.
Il contenitore sceglie topic del momento e affronta soprattutto temi legati all’attualità, politica ed economia, cercando di approfondire gli argomenti in maniera molto comprensibile, con un grande supporto della parte video. L’esperimento ha talmente scosso il giornalismo tradizionale a tal punto da far guadagnare a Will Media “Il Premiolino” dell’edizione 2020, considerato uno tra i più prestigiosi premi in ambito giornalistico, nasce a Milano nel 1960 per iniziativa di un gruppo di penne milanesi, tra cui Indro Montanelli ed Enzo Biagi, e con il sostegno del gruppo Bassetti. Fu proprio Enzo Biagi a ricoprire la carica di primo presidente.” (estratto dal libro Web & Mobile Journalism – Capitolo 4 – Web, social e giornalismo)
Se parliamo di giornalismo, sia che esso venga esercitato come professione attraverso canali convenzionali, sia attraverso i nuovi media, dobbiamo stare molto attenti nell’osservare regole precise legate all’etica e alla distribuzione dei contenuti online. Se usate Instagram per un progetto di giornalismo digitale moderno, dovete non solo capire in che modo costruire il contenuto e come distribuirlo: dovete anche fare attenzione a scrivere (e produrre) per il lettore, raccontando i fatti, utilizzando i nuovi mezzi ma osservando le stesse regole etiche legate al giornalismo convenzionale.
Per quanto riguarda dette regole, quando distribuiamo contenuti sulla piattaforma, esse sono legate al concetto di titolarità del contenuto che, come esplicitato nelle linee guida della community, resta in capo all’utente e non c’è alcuna cessione dei relativi diritti. Le linee guida, inoltre, invitano a pubblicare contenuti autentici e non elementi copiati o scaricati da Internet dei quali non si ha il diritto di pubblicazione.
Le regole fondamentali quindi sono due:
- Di tutto ciò che si posta su Instagram bisogna avere i relativi diritti, di proprietà e di utilizzo.
- La pubblicazione sulla piattaforma non comporta la perdita di questi diritti in capo all’utente che resta il titolare del contenuto postato.
In parole semplici: per un progetto di giornalismo digitale abbiamo l’obbligo di utilizzare contenuti autentici, non copiati. Non solo etica e rispetto del lettore nella costruzione del contenuto ma anche utilizzo di contenuti originali e non copiati da altri canali: non posso raccontare una notizia utilizzando una fotografia della quale non detengo i diritti per la pubblicazione, anche se l’ho “scaricata” o copiata da Internet.

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