Non piove da 90 giorni qui tra le crete senesi e la Val d’Orcia. Le piante ai lati degli sterri sono imbiancate di terra e non è possibile guidare sulle strade bianche senza alzare nugoli di fine terriccio polveroso. La pioggia è necessaria in questo territorio è necessaria per i colori, per il vino, per la terra.
Siamo arrivati a Murlo in Bosco della Spina partendo da Piazza del Campo. Abbiamo trovato quello che è il bike hotel diffuso con annessa la ciclofficina, una delle testimonianze del progetto Terra Eroica e di come il territorio si stia organizzando per accogliere il cicloturismo, la realtà sostenibile per visitare i territori del comprensorio del percorso permanente che qui, a Murlo, incrocia e si gemella con quello della Val di Merse.
Idealmente, guardando verso il mare, anche Grosseto e il territorio che inizia a farsi sabbia e iodio ha la grande opportunità di riscoprire sterri e vie che possono stringere la mano a Terra Eroica e fare della Toscana un grande territorio ciclabile, volto alla ricollocazione di un turismo alternativo e sostenibile. Anche l’ospitalità può variare adeguandosi alle nuove abitudini, o forse alle vecchie riscoperte, che fanno del turista moderno un visitatore attento alla natura e al territorio che proviene in questa regione da ogni angolo del globo.
Lasciata Brigida e le stanze dedicate ai giganti del ciclismo, (da Felice Gimondi alla doppia dedicata a Coppi e Bartali) siamo scesi per Castiglion del Bosco e Buonconvento, risalendo per Montalcino fino a scivolare giù per Tavernelle. Approdati a Poggio alle Mura, nel magnifico Castello Banfi dove nasce il Rosso di Montalcino dal carattere deciso ma dolce che è uno dei simboli della terra del Brunello, Lorella ci ha accolti invocando la pioggia.
“Non possiamo aspettare, deve piovere. Questa terra ha bisogno di riconciliarsi con l’acqua nel suo ciclo essenziale: il verde e le gemme devono aprirsi al sole.”

Siamo una ventina di giornalisti arrivati qui per capire come Terra Eroica vuole mettere radici stabili tra le crete senesi. Giancarlo Brocci spiega il perché continua a impegnarsi e inventare modi nuovi per far evolvere Eroica:
“Persone che mai avrebbero pensato di avvicinarsi all’organizzazione de L’Eroica sostengono il progetto. Cosa mi spinge a continuare? Dare conto a questo popolo, lo stesso che stamattina ho aiutato, assieme a mio figlio Tommaso, a ripulire le strade dai rifiuti e dalla plastica perché siamo noi i tutori della nostra terra, i custodi della bellezza del nostro paesaggio.”

Giancarlo non è più solo nelle sue visioni. Oggi Franco Rossi, Presidente di Eroica Italia, lo accompagna in questo viaggio avventuroso iniziato 25 anni fa. Eroica è diventata un presidio permanente sul territorio e Terra Eroica, grazie al sostegno di Mauro Niccoli, ne è la testimonianza per tutte le iniziative che ne seguiranno, compresa la volontà di aiutare le strutture ricettive ad adeguarsi alle esigenze delle persone che si muovono nella Toscana in bici.
Il nostro viaggio di ritorno ci riporta a SIena per parlare del Palio.
Rientriamo che potrebbe (finalmente) piovere.

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